L’occhio indiscreto del tifoso

La speranza manifestata la scorsa settimana di poter raccontare una bella prestazione della Roma Waterpolo è andata purtroppo delusa. Per molti aspetti si è assistito alla fotocopia del match disputato in terra ligure. Un approccio assolutamente insufficiente e sbagliato ha compromesso l’intero incontro. Stesso identico parziale (3 a 0) e stessa modalità di gioco, pressing avversario su ogni singolo giocatore con linee di passaggio costantemente distanti tra loro e con la linea dei cinque metri (figuriamoci quella dei due metri), che costituiva un miraggio per il fronte di attacco della Roma Waterpolo.

Nessuna iniziativa per modificare questo atteggiamento ed era manna per la Libertas Roma Eur che affondava invece come il burro la linea difensiva giallorossa.  Esattamente come a Chiavari si assisteva a una parziale reazione all’inizio del secondo quarto permettendo alla Roma Waterpolo di farsi di nuovo sotto (3 a 2), un’espulsione temporanea di un giocatore eurino consentiva ai giallorossi una superiorità numerica in grado di regalarci il pareggio e di riaprire l’incontro, ma la solita precipitazione e indecisione non portava al sospirato pari. Erano invece gli avversari poco dopo che, nella stessa situazione, ristabilivano un vantaggio congruo che portava le due squadre al cambio lungo sul punteggio di 4 a 2.

Nel terzo tempo nuovo allungo dei giocatori in calottina scura che sfruttavano abilmente tutte le superiorità numeriche concesse dall’arbitro, mentre i giallorossi nella stessa situazione chiudevano con un 0 su 4. Impietosa la statistica finale sulle superiorità numeriche, 1 su 10 con l’unico gol scaturito a 15 secondi dal termine dell’incontro a risultato ormai compromesso. Sarò sincero, alla fine del terzo tempo mi sono scollegato dalla diretta, troppa la delusione per un match che sono certo peserà a fine stagione in ottica salvezza. È importante che i nostri atleti capiscano che la categoria così faticosamente e meritatamente conquistata la scorsa stagione non sarà mantenuta se l’approccio iniziale resterà lo stesso di queste due gare.

Chiavari era certamente una squadra superiore, sia a livello di esperienza che dal punto di vista tecnico, e ne troveremo di compagini dello stesso livello dove il connubio tra giocatori esperti e giovani può regalare certezze che noi con molti esordienti nella categoria non possiamo vantare. E allora è necessario buttare il cuore oltre l’ostacolo ed essere consapevoli che quella potrà costituire la nostra unica forza, altrimenti l’intera stagione sarà un calvario. Sono dell’idea che suonare il campanello di allarme prima sia la cosa migliore in uno sport di squadra com’è la pallanuoto, dove basta che anche solo uno dei tredici che scendono in vasca non abbia la convinzione necessaria per mettere in difficoltà l’intera rosa. Dieci formazioni, 18 partite (due già disputate): per la salvezza diretta occorre mettersi alle spalle almeno tre squadre ed è importante non arrivare ultimi visto che questo fatto non ci consentirebbe neanche il salvagente dei play-out… 

A questo punto, direi che è necessario scrivere un cartello motivazionale da appendere nello spogliatoio, da osservare attentamente e farlo diventare un mantra prima di ogni incontro: “CADERE NON È UN FALLIMENTO. IL FALLIMENTO È RIMANERE LÀ DOVE SI È CADUTI”.

Prossimo incontro a Genova, sponda Locatelli, squadra con ambizioni da play-off per cui la speranza di noi tutti tifosi della Roma Waterpolo è che la squadra mostri segnali di crescita e che lotti su ogni singolo pallone, con la dovuta concentrazione e voglia di fare bene dando il massimo. Forza ragazzi non molliamo.

Davide Cimini

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