Parola a… Nicolò Piacentini

Dopo aver incontrato la nostra Under 14, oggi facciamo quattro chiacchiere con il tecnico che gestisce le due categorie centrali nel progetto delle giovanili della Roma Waterpolo: Nicolò Piacentini. Il mister ci illustra quali sono gli obiettivi in vista dell’inizio dei campionati Under 16 e Under 18, ma soprattutto ci parla dei nuovi rinforzi arrivati durante l’estate per provare ad alzare l’asticella. Questo “Parola a…” è dedicato a lui!

Mister lo scorso anno la sua stagione con l’Under 18 si è chiusa con una cavalcata che ha portato a giocarsi l’accesso alla fase regionale del Campionato Nazionale B contro la Roma Vis Nova, che si è poi aggiudicata il titolo finale. Il gruppo era stato creato da poco ha ma saputo mettere in acqua fin da subito le sue indicazioni. Quali sono le sensazioni in vista di quest’anno?
Lo scorso anno per noi è stato una sorta di anno zero. Abbiamo ricostruito tutto il settore con nuovi ragazzi e nuovi obiettivi. La parola d’ordine adesso sarà continuità, visto che il progetto può contare sugli stessi ragazzi e alcune aggiunte. Ovvio che si punterà a fare meglio dello scorso anno. Le sensazioni iniziali sono buone, i giocatori stanno rispondendo bene e hanno cercato di alzare l’asticella. Il lavoro centrale viene fatto sul gruppo e non sulle individualità, sarà questo l’aspetto da migliorare visto che solo così potremo raggiungere gli obiettivi finali che ci siamo prefissati.
Il gruppo dal punto di vista umano è fantastico, ma anche sotto il profilo tecnico siamo abbastanza variegati e abbiamo la possibilità di cambiare il nostro modo di giocare in partita senza problemi. Ci sono poi le nuove aggiunte, con ragazzi provenienti dal Tuscolano (Paolo Antonelli, Matteo Conti e Luca Perugini, che torna a vestire la calottina della Roma Waterpolo), dall’Alma (Andrea Corsi) e dall’Ede (Francesco Romagnoli).

Per l’Under 18 si parla di una partecipazione al campionato Nazionale B. Quale pensa che sia l’obiettivo minimo che la squadra deve raggiungere durante questa stagione? Senza contare che questi ragazzi possono entrare a far parte della rosa della Serie B di mister Maccioni.
Dopo il Covid-19 i campionati vengono ristabiliti per come siamo abituati a conoscerli. Il nostro obiettivo è raggiungere la fase finale del campionato Under 18 B. Alcuni ragazzi non hanno mai giocato questo tipo di partite e una finale nazionale sarebbe una grande opportunità di crescita per tutto il gruppo. Quando prepari quel tipo di gare l’attenzione è maggiore e la voglia di imparare, anche se inconsapevolmente, aumenta a dismisura.
Poi c’è l’obiettivo più importante che è quello di preparare i ragazzi al meglio per inserirli nelle rotazioni della prima squadra, sperando che il prossimo anno possano giocare in pianta stabile in Serie B. Si lavora in sinergia con mister Maccioni, visto che molti ragazzi prenderanno parte al campionato Under 20 già da quest’anno.

Passiamo all’Under 16. Il gruppo lo scorso anno ha superato gli ottavi di finale della fase regionale del torneo, piazzandosi poi all’ottavo posto. Quest’anno la rosa è cambiata ed è molto giovane. Si lavorerà per essere competitivi sul lungo periodo o si cercherà fin da subito di competere ad alti livelli?
Il gruppo è nuovo, anche se parte della rosa è la stessa che ho allenato lo scorso anno in Under 14. Sarà importante lavorare dal punto di vista dello staff per far affiatare la rosa. L’obiettivo è più a lungo termine e sarà quello di preparare i ragazzi più grandi al passaggio di categoria e quelli più giovani per riuscire a competere nel campionato Under 16 A. Il lavoro nelle categorie più basse diventa così fondamentale e non a caso saranno inseriti già da quest’anno nel gruppo che allenerò molti giovani dell’Under 14.

L’obiettivo per questa stagione quale deve essere immaginando dei possibili risultati?
L’obiettivo deve essere quello di andare più avanti possibile. Il campionato di fascia B potrebbe incrociarsi con quello di fascia A, con una partita di spareggio. Sarà difficile, ma l’obiettivo è quello di provare a competere con una realtà superiore alla nostra che può farci crescere nel medio periodo. La fase nazionale è però lontana, dobbiamo pensare a lavorare e crescere. I ragazzi hanno voglia di farlo e la mentalità è quella giusta.

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